Un’analisi sui DPI per donna che possano adattarsi alle taglie medie femminili, al peso ridotto e alle loro forme.
DPI per donna come imbracatureanticaduta ma anche guanti e stivali di sicurezza, progettati generalmente per gli uomini, potrebbero non adattarsi alle donne a causa delle differenze nelle taglie, del peso e delle forme medie del corpo.
Come è messo il mondo dei DPI per donna?
Cercando in rete ho trovato le opinioni di alcuni esperti che insistono sul fatto che i datori di lavoro dovrebbero fornire DPI diversi per uomini e donne.
Piuttosto che fornire DPI unisex i quali potrebbero non adattarsi correttamente a una donna.
E questo lo si è visto in maniera molto evidente durante i nostri workshop IN-SAFETY SOLUTIONS TOUR, dove la presenza femminile si è notata e contraddistinta.
Soprattutto per la loro sensibilità ai problemi della sicurezza, purtroppo anche per l’aspettogoffo e poco sicuro che mostravano indossando imbracature pensate quasi esclusivamente sulle misure maschili.
Ma i datori di lavoro hanno un’oggettiva difficoltà nel trovare produttori o distributori che offrano una gamma completa di DPI specifici per donne.
DPI per donna – donne in rope access durante un’esercitazione – foto tratte dalla pagina facebook Women in Rope Access
Pochi DPI specifici per donne? Non c’è da stupirsi.
Cercando in rete, mi sono imbattuto in alcuni dati emessi dall’OSHA la quale cita la mancanza di una gamma completa di taglie e tipi di DPI a livello di vendita al dettaglio, e all’ingrosso.
Nonché la limitata conoscenza, anche dei datori di lavoro, di un’eventuale esistenza di DPI progettati per le donne.
Uno dei motivi è sicuramente il basso numero di donne nelle industrie che necessitano DPI, soprattutto se ci riferiamo ai DPI anticaduta di III^ categoria.
Secondo l’OSHA, nel 2010 circa il 9% dei lavoratori nel settore delle costruzioni erano donne (cioè solo 818.000)
Di queste, solo circa 200.000 come operaie o addette di cantiere o in altre mansioni (RSPP, CSE, Responsabili dell’attività).
E gli USA sono un paese grande ed avanzato rispetto all’Italia dove questi numero sono sensibilmente inferiori.
Un elegante tecnico in Rope Access durante i lavori di pulizia delle vetrate di un palazzo – foto tratte dalla pagina Facebook Women in Rope Access
DPI: un mondo per soli uomini o quasi.
Poiché nell’industria la maggior parte dei lavoratori sono uomini, la maggior parte dei DPI è progettata sugli uomini.
E’ una questione economica basata sui grandi numeri.
Quindi le donne che utilizzano questo tipo di DPI (progettati sull’uomo) possono essere esposte a ulteriori rischi per la loro sicurezza.
Vediamo alcuni esempi seguiti da suggerimenti esposti da donne esperte del settore.
Otoprotettori.
Gli otoprotettori sono generalmente taglia unica, soprattutto per quanto riguarda l’apertura.
UN consiglio per le donne potrebbe essere quello di utilizzare tappi per le orecchie monouso in schiuma i quali hanno maggiori probabilità di adattarsi alle donne, che in genere hanno canali auricolari più piccoli.
Elmetti.
Sono tutti taglia unica anche se hanno un cinturino regolabile.
Non è prerogativa unica delle donne ma, in genere, hanno capelli più lunghi e folti degli uomini.
Problema che io, purtroppo, non ho (sic!).
L’aggiunta di un sottogola può sicuramente aiutare a mantenere in testa l’elmetto protettivo anche in caso di capelli molto lunghi.
L’elmetto sopra capelli molto lunghi e folti potrebbe avere problemi di fitting… non è solo un problema di colori femminili
Occhiali di sicurezza.
Attenzione agli occhiali “taglia unica”.
Anche qui, alcuni potrebbero essere troppo grandi per il viso di una donna e permettere a oggetti, fluidi o altri materiali pericolosi di penetrare attraverso gli spazi vuoti nelle guarnizioni.
L’uso di una visiera integrata all’elmetto potrebbe bypassare il problema.
Indumenti, scarpe e guanti protettivi.
Se parliamo di DPI di I^ o II^ categoria, qui il mercato offre molto, soprattutto perché abituato a fornire aziende di manutenzioni, preparazione cibo e pulizie, settori a largo impiego di personale femminile.
Cosa diversa se parliamo di indumenti anti fiamma, tute trivalenti o stivali antincendio.
Prendere un capo da uomo e modificarlo per adattarlo a una donna, come rimboccarsi le maniche o le gambe dei pantaloni, può essere pericoloso perché il tessuto in eccesso può rimanere impigliato nei macchinari.
Anche se poi ci sono aziende come la Covergalls (azienda sempre canadese) che a queste cose ci ha pensato… vedi il loro sito.
Maschere e APVR
Le membrane di chiusura delle maschere e semi-maschere, filtranti o isolanti, sono abbastanza elastiche ma non è raro che rimangano fin troppo grandi per i volti più minuti di molte donne.
Alcuni produttori hanno un sistema di fit test per consentire anche alle donne di valutare il modello per loro più congeniale.
Un problema che gli uomini non hanno è quello di aveere adeguati abiti di protezione che si adattino al cambiamento delle forme durante una gravidanza – foto tratta dal catalogo Tarmac
Quali i rischi nell’indossare DPI anticaduta non specifici per donne?
Secondo uno studio del 2013 pubblicato su Human Factors: The Journal of the Human Factors and Ergonomics Society (Vol. 55, n. 1), un’imbracatura di dimensioni inadeguate può ostacolare i movimenti di un lavoratore/lavoratrice e compromettere la capacità di lavorare in sicurezza.
Può anche diminuire il tempo minimo prima che subentri la sindrome da sospensione inerte, una condizione che può verificarsi dopo una caduta e che è potenzialmente fatale.
Una condizione in cui il sangue si accumula nelle gambe e se ne riduce la quantità in circolazione.
I ricercatori hanno raccomandato ai datori di lavoro di orientarsi su imbracature anticaduta specifiche per uomini o per donne, con tre taglie per ciascun sesso, anziché continuare a utilizzare i modelli unisex standard o, peggio ancora, taglia unica.
Sul mercato europeo in generale, a 3 taglie di imbracatura per modello ci arriviamo, ma a 3 per sesso, no.
Altro problema lo possono dare i dissipatori che, da studi fatti proprio in Italia da INAIL, “dissipano meno” quegli operatori sotto i 60 chilogrammi.
Come abbiamo spiegato più volte, questi si attivano allo svilupparsi di circa 250 kg di forza di arresto.
Contrariamente a quanto si possa pensare, operatori leggeri come possono essere le donne, in caso di caduta potrebbero non sviluppare abbastanza “chili” da attivarli.
Di conseguenza il contraccolpo è più forte sulla struttura scheletrica.
Quali DPI usano le donne che lavorano in quota o in fune.
Nel mio googlare, mi sono imbattuto in un gruppo Facebook molto interessante dai contenuti a dir poco spettacolari.
È il gruppo Women in Rope Access dal quale, seguendo vari post e link, sono approdato ad interviste rilasciate da operatrici su fune.
Ad esempio, ho trovato un bell’articolo di Leslie Poulson, un tecnico IRATA di Secondo Livello, originaria della Nuova Zelanda che lavora in Canada.
All’inizio spiega perché si è dedicata a questo tipo di lavoro tipicamente maschile.
Leslie Poulson “appesa” ad un impianto industriale in una foto tratta dal suo articolo su Rope Access USA
Sostanzialmente per le stesse ragioni per cui iniziano gli uomini:
“Arrampichiamo già, perché non possiamo farlo anche per lavoro? Abbiamo già un lavoro ma questo sembra più divertente e “più figo…”.
Prosegue con le esperienze e le interazioni con i colleghi maschi in siti e lavori tipicamente da uomini.
Non si sofferma troppo sulle attrezzature, piuttosto sulle differenze fisiche e nella forza necessaria nello svolgere certi lavori o certi interventi di soccorso.
Ma anche nei vantaggi di essere donne, più attente e sensibili a certi compiti, più leggere.
La seconda intervista che ho trovato è quella a Tiffany Junge, un tecnico IRATA e SPRAT di Secondo Livello che ha partecipato alla costruzione di numerosi Grandi Stadi.
In questa intervista alla fine, le fanno una domanda:
Hai richieste di funzionalità su un’imbracatura specifica per donna, se mai dovesse esistere?
Niente di specifico per le donne, solo un fitting più piccolo e con molti passanti.
Qual è il tuo attrezzo preferito per l’accesso alla fune e perché?
Paracord da 5 mm (sagola in fune – N.d.T.)….Haha! Puoi usarlo per i soccorsi, consegnare strumenti ai colleghi, legare materiali, creare passanti per i piedi, ecc … E’ un piccolo e pratico strumento leggero da tenere nel tuo kit.
Tiffany Junge in cantiere
La risposta ai DPI per donna di alcuni produttori.
Interviste come questa mi portano a varie pagine tra cui quella di un’azienda canadese, la Norguard Industries Inc., che proprio per rispondere alle esigenze di queste nuove donne tecnici del rope access, nel 2009 ha adattato una sua linea sua linea imbracature alle esigenze femminili.
Peccato che ad oggi, nel 2019, sul sito ufficiale della Norguard questa linea sia sparita così come dai maggiori negozi on-line (vedi https://www.safetygirl.com).
Un altro tentativo lo ha fatto, nel lontano 1998, la Miller (ogi marchio di proprietà della Honeywell) con la linea Miss Miller (o Miss Honeywell).
Prodotta nel 1998, l’imbracatura di sicurezza anticaduta Mis Miller era, a loro dire, l’unica imbracatura anticaduta sul mercato appositamente progettata da donne per le donne.
Al posto delle spalline incrociate, questa imbracatura manteneva le spalline laterali lontano dal petto e il design dell’imbracatura offriva un migliore supporto dell’anca e un maggiore comfort.
Interessanti le taglie, dalla XXL alla XXS (su richiesta).
Ma anche della Miss Miller, non vi è più traccia sui siti europei.
A sinistra, l’imbracatura Go Pro Girl della Norguard Industries Inc. – a sinistra l’imbraco MIss Miller (o MIss Honeywell) della Miller, azienda del gruppo Honeywell.
Radicalmente diverso
Una innovazione assoluta arriva invece dalla francese Tractel con un’imbracatura disegnata appositamente per donne, non un semplice adattamento.
Si tratta della linea Ladytrac, vincitrice dell’IPAF Innovation Award (International Powered Access Federation), al Bauma 2010 e primo premi per l’innovazione ad Expoprotection 2010
Imbracatura Tractel Ladytrac
Soluzioni inutili o un’opportunità di mercato?
Se rileggiamo bene l’intervista del tecnico Tiffany Junge, anche lei dice che l’unica cosa veramente necessaria è una migliore regolazione a partire dalle taglie più piccole.
Le tecnologie di regolazione utilizzate oggi, sui prodotti più performanti e di migliore qualità , permettono infatti una buona regolazione.
Produttori come KONG hanno infatti introdotto la taglia S nella loro gamma HHO Turbo, un’imbracatura anticaduta, molto indicata anche per gli ambienti confinati.
Allo stesso modo, anche CT Climbing Technology ha introdotto la taglia regolabile dalla S alla M.
PETZL invece la chiama Taglia 0, la più piccola, e parte da un girovita di 65 cm.
Insomma, la taglia e la flessibilità nelle regolazioni dell’imbracatura sono i fattori determinanti in grado di fornire la giusta sicurezza anticaduta alle donne.
Tutto il resto, come la scelta dei colori declinati al femminile, diventa una pura questione di stile.
Una foto da catalogo CT Climbing Technology con le loro imbracature che partono dalla taglia S-M
In conclusione, come regolarsi nella scelta dei DPI per donna.
I Dpi specifici per le forme e taglie femminili, a meno che non siano abbigliamenti o complementi di I^ o II^ categoria, sono pressoché inesistenti o difficili da reperire.
E’ altresì vero che tali mancanze possono essere facilmente compensate con prodotti più flessibili e tecnici, in grado di adattarsi più comodamente e con gli accessori UTILI.
Come nel caso delle imbracature di buona marca che partono dalla taglia S e o degli elmetti con sottogola regolabile e visiera protettiva.
NO all’UNISEX: sconsigliatissimo, da evitare.
Come abbiamo più volte ribadito all’interno delle pubblicazioni di IN-SAFETY , e come spesso facciamo vedere durante i nostri workshops IN-SAFETY Solutions Tour, l’importante è testare i DPI, provarli.
Per questo evitate di comprare alle ceca o solo su catalogo, rivolgetevi ad uno specialista in grado di consigliarvi al meglio e farvi fare delle prove.
Anche per questo, potete contattare uno specialista IN-SAFETY .