Si muore di più nel traffico o negli spazi confinati?
Le statistiche infortuni 2025, basate sui dati aggiornati INAIL e riprese anche da analisi tecniche come quelle pubblicate da PuntoSicuro, restituiscono un quadro che, a prima lettura, appare coerente con gli anni precedenti. Il numero complessivo dei lavoratori deceduti in Italia nel corso dell’anno si attesta a 1.093 casi, con una distinzione ormai consolidata tra eventi avvenuti in occasione di lavoro e quelli verificatisi in itinere.
I primi rappresentano la quota maggiore, mentre i secondi, pari a circa 295 casi, evidenziano il peso crescente del rischio legato alla mobilità. Questo dato conferma una tendenza già osservata negli anni precedenti, ovvero l’aumento relativo degli eventi connessi agli spostamenti casa-lavoro.
Statistiche infortuni 2025: il peso reale del traffico
All’interno delle statistiche incidenti 2025, il tema del traffico merita un’analisi più approfondita. I decessi in itinere rappresentano infatti solo una parte del fenomeno legato alla circolazione stradale. A questi vanno aggiunti i casi in cui il traffico costituisce direttamente l’ambiente di lavoro.
È il caso degli autisti, dei camionisti, dei corrieri e di tutti quei lavoratori per cui la strada non è solo un mezzo di spostamento, ma il contesto operativo quotidiano. Se si considerano entrambe le componenti, è corretto affermare che circa 400 morti l’anno sono riconducibili a incidenti stradali in ambito lavorativo.
In questo senso, il traffico deve essere interpretato come un ambiente di lavoro diffuso, trasversale a molti settori e difficilmente delimitabile.
Le cadute dall’alto nelle statistiche INAIL
Le statistiche INAIL confermano anche il peso delle cadute dall’alto, che continuano a rappresentare una delle principali cause di morte sul lavoro. Il fenomeno riguarda in particolare i settori delle costruzioni e della manutenzione, dove il lavoro in quota è parte integrante delle attività.
Si tratta di eventi che si collocano stabilmente nell’ordine di alcune centinaia di casi annui. Questo dato evidenzia un rischio noto, per il quale esistono già riferimenti normativi, tecnici e procedurali consolidati.
Il limite dei numeri assoluti
Una lettura basata esclusivamente sui numeri assoluti, come emerge dalle statistiche incidenti 2025, porta inevitabilmente a concentrare l’attenzione sui fenomeni più frequenti. Tuttavia, questo approccio non consente di comprendere la reale pericolosità dei diversi rischi.
Per farlo, è necessario introdurre il concetto di ore/uomo di esposizione, cioè il tempo durante il quale un lavoratore è esposto a uno specifico rischio. Questo parametro consente di confrontare attività profondamente diverse tra loro, superando il limite della semplice frequenza degli eventi.
È importante precisare che INAIL non fornisce dati ufficiali sulle ore/uomo per singolo rischio. Le valutazioni disponibili derivano quindi da stime costruite a partire dal numero di lavoratori, dalla durata delle attività e da dati tecnici di settore. Nonostante ciò, il confronto resta valido perché basato su ordini di grandezza coerenti.
Incidenza del rischio nel traffico
Applicando il concetto di ore/uomo alle statistiche incidenti 2025, il traffico rappresenta il primo caso di analisi.
Considerando circa 23 milioni di lavoratori, 220 giorni lavorativi annui e un tempo medio di esposizione di circa un’ora al giorno, si ottiene un valore complessivo nell’ordine di 5 miliardi di ore/uomo all’anno.
Rapportando questo dato ai circa 400 morti annui legati al traffico, si ottiene un’incidenza pari a circa 0,08 morti per milione di ore/uomo.
Questo risultato evidenzia che il traffico è un rischio estremamente diffuso e continuo ma caratterizzato da una probabilità relativamente bassa di evento mortale per singola ora di esposizione.
Gli spazi confinati: pochi eventi, alta letalità
Se si applica lo stesso approccio agli spazi confinati, il quadro cambia in modo significativo.
Le attività in questi ambienti sono episodiche, di breve durata e limitate a specifiche operazioni. Le stime tecniche indicano un volume complessivo di esposizione compreso tra alcune centinaia di migliaia e pochi milioni di ore/uomo annue.
A fronte di una media di 4–7 morti annui, si ottiene un’incidenza compresa tra 1 e 5 morti per milione di ore/uomo (scusate la forbice così ampia ma non abbiamo dati più precisi).
Un aspetto distintivo degli spazi confinati, evidenziato anche dalle analisi INAIL, è la dinamica degli eventi. Il numero di morti è spesso superiore al numero di incidenti, a causa del coinvolgimento di più lavoratori nello stesso evento. In particolare, è frequente il coinvolgimento dei soccorritori improvvisati, con un rapporto tra primo infortunato e soccorritori che può essere stimato intorno a 1 a 1,7.
Statistiche incidenti 2025: confronto tra traffico e spazi confinati
Mettendo a confronto i dati utilizzando lo stesso indicatore, emerge una differenza sostanziale.
Il traffico presenta un’incidenza pari a circa 0,08 morti per milione di ore/uomo, mentre gli spazi confinati si collocano tra 1 e 5 morti per milione di ore/uomo. Questo porta a un rapporto compreso tra 10 e oltre 50 volte.
In altre parole, a parità di tempo di esposizione, il rischio di morte negli spazi confinati risulta significativamente più elevato rispetto a quello legato alla circolazione stradale.
È importante sottolineare che questo risultato rimane valido anche modificando le ipotesi sulle ore/uomo (tipo la metà complessiva di ore/uomo nel traffico paragonato al doppio di ore/uomo negli spazi confinati). Anche in scenari estremi, la differenza di incidenza resta marcata.
Cosa cambia nella valutazione del rischio
Le statistiche incidenti 2025, lette alla luce del rapporto tra eventi e ore/uomo, mostrano che il numero assoluto di incidenti non è sufficiente per definire la pericolosità di un’attività lavorativa.
Gli incidenti legati al traffico generano il maggior numero di morti, ma sono associati a un’enorme quantità di ore di esposizione. Gli incidenti negli spazi confinati, pur essendo numericamente limitati, presentano una incidenza per unità di tempo molto più elevata.
Questo significa che, in rapporto alle ore lavorate, gli spazi confinati rappresentano uno degli ambienti con la più alta probabilità di esito mortale.
Una lettura efficace dei dati richiede quindi di affiancare ai numeri assoluti un’analisi basata sull’esposizione. È in questo rapporto che emerge la reale priorità degli interventi di prevenzione e la necessità di un approccio strutturato nella gestione dei rischi più critici.
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Fonti e riferimenti
Di seguito un elenco di fonti affidabili e coerenti con quanto riportato nell’articolo.
Dati INAIL e analisi statistiche
- INAIL – Open data infortuni e malattie professionali
https://dati.inail.it - INAIL – Sistema di sorveglianza Infor.MO (analisi infortuni mortali)
https://www.inail.it - INAIL – Fact sheet ambienti confinati
https://www.inail.it/content/dam/inail-hub-site/documenti
Analisi e sintesi tecniche (fonte attendibile)
- PuntoSicuro – Denunce di infortuni e malattie professionali – dati INAIL luglio 2025
https://www.puntosicuro.it/dati-statistiche-C-54/denunce-di-infortuni-malattie-professionali-i-dati-inail-di-luglio-2025-AR-25659/
Approfondimenti e dati di contesto
- INAIL – Relazione annuale (trend infortuni e mortalità)
https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/pubblicazioni/relazioni-annuali.html
Eurostat – Statistics on accidents at work
https://ec.europa.eu/eurostat
FAQ su Statistiche infortuni 2025 spazi confinati
Qual è il numero di morti sul lavoro nel 2025 in Italia?
Nel 2025 si registrano circa 1.093 morti complessivi secondo i dati INAIL.
Quanti morti sono legati al traffico sul lavoro?
Circa 400 morti annui sono riconducibili a Infortuni stradali tra in itinere e attività lavorativa su strada.
Gli spazi confinati sono davvero così pericolosi?
Sì, perché a fronte di pochi eventi presentano una incidenza molto più alta rispetto al tempo di esposizione.
Perché è importante il dato ore/uomo?
Permette di confrontare rischi diversi valutando la probabilità reale di evento mortale per tempo di esposizione.







