La fine della UNI 11578 riguarda più aziende di quanto si pensi
La UNI EN 17235 sta rapidamente diventando il nuovo riferimento tecnico per chi progetta, installa e gestisce sistemi di ancoraggio permanenti contro le cadute dall’alto. Molti progettisti, coordinatori della sicurezza, RSPP, HSE Manager e proprietari di immobili industriali continuano però a lavorare utilizzando capitolati e specifiche tecniche sviluppate secondo la storica UNI 11578, spesso senza sapere che il periodo di coesistenza tra le due norme è ormai giunto alla conclusione.
Per molti operatori del settore il tema potrebbe sembrare una semplice sostituzione normativa. In realtà siamo di fronte a un cambiamento molto più profondo. La nuova UNI EN 17235 modifica il modo di valutare le prestazioni dei sistemi di ancoraggio permanenti e introduce un approccio che coinvolge non solo il dispositivo ma l’intero sistema installato.
Per chi deve scegliere una nuova linea vita, per chi gestisce un impianto esistente o per chi ha un progetto già approvato ma non ancora realizzato, comprendere queste differenze diventa fondamentale per evitare errori tecnici, contestazioni future e costi imprevisti.
Perché la UNI EN 17235 rappresenta un cambiamento importante
Per oltre dieci anni la UNI 11578 ha costituito il principale riferimento italiano per i dispositivi di ancoraggio permanenti destinati ai lavori in quota. La norma definiva requisiti, prove e modalità di valutazione dei dispositivi installati in modo permanente sulle coperture e sulle strutture.
La nuova UNI EN 17235 nasce invece con una visione più ampia e più vicina alla realtà delle installazioni moderne.
L’obiettivo non è più verificare soltanto il dispositivo di ancoraggio ma il comportamento dell’intero sistema installato, comprendendo il supporto strutturale, il sistema di fissaggio e le condizioni reali di utilizzo.
Può sembrare una differenza teorica, ma le conseguenze pratiche sono enormi.
Pensiamo ad esempio a due coperture industriali apparentemente identiche. Chi gestisce edifici industriali sa bene che due coperture apparentemente uguali possono comportarsi in modo completamente diverso, perché basta una variazione nello spessore della lamiera, nella geometria della grecatura, nella tipologia del pannello sandwich o nella disposizione degli arcarecci per modificare significativamente la risposta strutturale dell’intero sistema.
La UNI EN 17235 nasce proprio per affrontare questa problematica.
Dalla certificazione del dispositivo alla verifica dell’intero sistema
Per comprendere il cambiamento introdotto dalla nuova norma è utile fare un passo indietro.
Tradizionalmente il mercato delle linee vita si è concentrato soprattutto sul dispositivo. L’attenzione veniva posta sul palo, sul punto di ancoraggio, sulla linea flessibile o sul binario rigido.
La nuova norma europea introduce invece il concetto di kit di ancoraggio.
Questo significa che il sistema deve essere valutato considerando:
- il dispositivo di ancoraggio;
- il sistema di fissaggio;
- il supporto strutturale;
- la configurazione di installazione;
- il numero di utilizzatori previsti.
In altre parole non basta più sapere che il produttore abbia effettuato una prova sul dispositivo. Occorre verificare che il sistema sia stato testato e valutato in condizioni compatibili con quelle reali di installazione.
Questo approccio aumenta significativamente il livello di affidabilità delle nuove linee vita e riduce il rischio di utilizzare soluzioni apparentemente conformi ma non realmente compatibili con la copertura esistente.
La Marcatura CE diventa un requisito per le nuove linee vita?
Fino a pochi anni fa parlare di Marcatura CE nel settore delle linee vita permanenti significava spesso generare confusione. La precedente UNI 11578 costituiva infatti una norma tecnica nazionale per i dispositivi di ancoraggio permanenti, ma non era una norma armonizzata ai sensi del Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR – Regolamento UE 305/2011).
Con la pubblicazione del riferimento della EN 17235:2024 nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE) il quadro è cambiato.
I dispositivi di ancoraggio permanenti e i ganci di sicurezza disciplinati dalla norma rientrano ora tra i prodotti da costruzione regolamentati dal CPR. Per i prodotti che ricadono nel campo di applicazione della norma armonizzata diventano quindi applicabili gli adempimenti previsti dal Regolamento europeo, tra cui la Dichiarazione di Prestazione (DoP) e la Marcatura CE.
Per il progettista, il coordinatore della sicurezza o l’HSE Manager questo rappresenta un cambiamento importante. Non si tratta semplicemente di verificare che il produttore abbia effettuato alcune prove di laboratorio, ma di poter contare su un sistema europeo di valutazione della prestazione, della tracciabilità del prodotto e del controllo della produzione.
In altre parole, la Marcatura CE non costituisce un semplice marchio applicato sul dispositivo, ma è il risultato di un percorso che obbliga il fabbricante a dichiarare le prestazioni del prodotto e a mantenerne costante la qualità produttiva secondo quanto previsto dal CPR.
Questo rappresenta un’ulteriore garanzia anche per il committente. Chi acquista oggi una nuova linea vita conforme alla UNI EN 17235 può richiedere non soltanto la documentazione tecnica tradizionale, ma anche la Dichiarazione di Prestazione (DoP) e tutta la documentazione prevista dalla Marcatura CE, aumentando la tracciabilità dell’impianto e la possibilità di dimostrare, anche a distanza di molti anni, le caratteristiche del prodotto installato.
È però importante ricordare che la Marcatura CE riguarda il prodotto da costruzione immesso sul mercato dal fabbricante. Rimangono invece in capo al progettista, all’installatore e al direttore dei lavori le responsabilità relative alla corretta progettazione del sistema, alla verifica del supporto strutturale, alla posa in opera e alla documentazione finale dell’impianto. Una linea vita marcata CE, infatti, non garantisce automaticamente che l’impianto installato sia idoneo allo specifico edificio: questa idoneità deve essere verificata caso per caso.
Proprio per questo motivo la UNI EN 17235 rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alla precedente UNI 11578. La norma europea non si limita a migliorare i requisiti del prodotto, ma contribuisce a elevare il livello di affidabilità dell’intero processo che porta dalla progettazione della copertura fino alla realizzazione della linea vita permanente.
UNI EN 17235 e UNI 11578: confronto pratico
Per chi deve prendere decisioni operative è utile sintetizzare le principali differenze tra le due norme.
| Aspetto | UNI 11578 | UNI EN 17235 |
| Approccio principale | Verifica del dispositivo | Verifica del sistema completo |
| Elementi considerati | Dispositivo di ancoraggio | Dispositivo, fissaggi e supporto |
| Ganci di sicurezza | Non trattati come categoria autonoma | Categoria dedicata |
| Supporto di installazione | Importante ma secondario | Elemento centrale della valutazione |
| Mock-up di prova | Limitati | Fortemente sviluppati |
| Tracciabilità prestazionale | Buona | Molto elevata |
| Compatibilità con coperture metalliche | Valutazione tradizionale | Verifica specifica del supporto |
| Documentazione di prova | Basata sul dispositivo | Basata sul sistema completo |
| Nuove linee vita | Possibili secondo approccio nazionale | Basate su approccio europeo armonizzato |
Osservando la tabella emerge chiaramente come la UNI EN 17235 introduca un livello di approfondimento superiore soprattutto nelle situazioni più complesse, come le coperture industriali moderne.
Le nuove categorie introdotte dalla UNI EN 17235
Un’altra novità importante riguarda la classificazione dei sistemi.
La norma introduce quattro famiglie principali di kit.
I Kit A identificano i punti di ancoraggio singoli.
I Kit B riguardano i ganci di sicurezza e rappresentano una delle principali novità introdotte dalla norma europea.
I Kit C comprendono le linee di ancoraggio flessibili, cioè le classiche linee vita a cavo.
I Kit D comprendono invece le linee di ancoraggio rigide, come binari e sistemi ferroviari.
Per il progettista questo significa poter individuare con maggiore precisione il sistema più adatto alla specifica applicazione e poter confrontare prodotti diversi utilizzando criteri più omogenei.
Perché la UNI EN 17235 cambia il modo di progettare sui tetti in lamiera
Se esiste un ambito nel quale la nuova norma mostra tutta la propria importanza è quello delle coperture metalliche.
Negli ultimi vent’anni il mercato industriale ha visto una diffusione enorme di:
- pannelli sandwich;
- lamiere grecate;
- coperture aggraffate;
- sistemi metallici leggeri.
Molti di questi sistemi presentano caratteristiche strutturali molto differenti tra loro.
Per anni il settore ha affrontato il problema verificando principalmente il dispositivo di ancoraggio e demandando alla progettazione la valutazione del supporto.
La UNI EN 17235 introduce invece una logica diversa.
La prestazione dichiarata del sistema diventa strettamente collegata al supporto sul quale il sistema è stato testato.
Questo obbliga progettisti e installatori a porre molta più attenzione alla fase preliminare di analisi della copertura.
Non è più sufficiente sapere che la linea vita può essere installata su una lamiera grecata.
Occorre capire quale lamiera, con quale spessore, con quale geometria e con quale sottostruttura.
Il ruolo dei mock-up nella UNI EN 17235
Uno degli aspetti più innovativi della norma riguarda i cosiddetti mock-up.
Si tratta di configurazioni di prova rappresentative che consentono di valutare il comportamento del sistema nelle condizioni più vicine possibile alla realtà.
Molti professionisti non hanno ancora familiarità con questo concetto, ma nei prossimi anni diventerà un elemento centrale nella scelta delle nuove linee vita.
Attraverso i mock-up il produttore dimostra il comportamento del sistema considerando contemporaneamente:
- dispositivo;
- fissaggi;
- supporto;
- configurazione installativa.
Questo consente di ottenere informazioni molto più affidabili rispetto alle prove tradizionali focalizzate esclusivamente sul dispositivo.
Per il committente significa poter disporre di maggiori garanzie sulla reale compatibilità tra sistema di ancoraggio e copertura.
Un esempio pratico su pannello sandwich
Immaginiamo un capannone industriale con copertura in pannelli sandwich installati venti anni fa.
In passato sarebbe stato possibile scegliere una linea vita compatibile con quella tipologia di copertura e procedere con la verifica strutturale (ovviamente più facile a dirsi che a farsi, soprattutto quando i coperturisti installano a “sentimento” su listelli di legno 4×5 cm).
Con l’approccio introdotto dalla UNI EN 17235 il processo diventa più approfondito.
Il progettista dovrà conoscere:
- spessore della lamiera superiore;
- spessore della lamiera inferiore;
- tipo di isolante;
- geometria del pannello;
- dimensioni e disposizione degli arcarecci;
- modalità di fissaggio.
Queste informazioni consentono di verificare se la configurazione reale è coerente con le condizioni di prova utilizzate dal produttore.
Il risultato è una maggiore affidabilità dell’intero sistema.
Anche il progettista della copertura entra in gioco
Una delle conseguenze più interessanti della nuova norma riguarda il rapporto tra progettazione anticaduta e progettazione della copertura.
Per molti anni i due mondi sono stati spesso gestiti separatamente.
Con la UNI EN 17235 questa separazione diventa sempre meno sostenibile.
Chi progetta una nuova copertura industriale dovrebbe già considerare la futura installazione delle linee vita.
Allo stesso modo chi sceglie una copertura dovrebbe verificare che essa sia compatibile con i sistemi di ancoraggio previsti.
Questo aspetto è particolarmente importante per le coperture aggraffate e per alcune coperture metalliche leggere, dove il comportamento del sistema dipende fortemente dalle caratteristiche costruttive del supporto.
Quali vantaggi offre la UNI EN 17235
Dal punto di vista di un RSPP, di un HSE Manager o di un proprietario di immobili industriali il vantaggio principale è molto semplice.
La nuova norma consente di ottenere una maggiore certezza che il sistema installato sia realmente adatto alla struttura sulla quale viene utilizzato.
Questo si traduce in:
- maggiore affidabilità delle nuove linee vita;
- migliore tracciabilità delle prestazioni;
- maggiore difendibilità tecnica delle scelte progettuali;
- riduzione del rischio di incompatibilità tra sistema e copertura;
- maggiore qualità della documentazione disponibile.
Si tratta di benefici che diventano particolarmente rilevanti negli edifici industriali, dove la complessità delle coperture e la frequenza delle attività manutentive richiedono soluzioni sempre più robuste dal punto di vista tecnico e documentale.
Nella seconda parte…
Nella seconda parte dell’articolo vedremo cosa comporta concretamente la UNI EN 17235 per chi deve installare una nuova linea vita, per chi possiede già un impianto conforme alla UNI 11578 o alla EN 795 e per chi deve affrontare una ricertificazione senza disporre di tutta la documentazione originale.
Analizzeremo inoltre quali documenti dovrebbero essere sempre presenti nel fascicolo di un impianto permanente e come gli specialisti IN-SAFETY® possono supportare aziende e proprietari nella gestione di questa transizione normativa.
Nel frattempo, se stai rivedendo e/o riprogettando le nuove linee vita tetto, contattaci
FAQ UNI EN 17235 - Parte 1
Cos’è la UNI EN 17235?
La UNI EN 17235 è la nuova norma europea dedicata ai dispositivi di ancoraggio e ai ganci di sicurezza installati in modo permanente su edifici e opere di ingegneria civile. Per chi si occupa di linee vita e sistemi di ancoraggio permanenti rappresenta un cambio importante, perché sposta l’attenzione dal singolo dispositivo al comportamento dell’intero sistema installato, considerando anche supporto, fissaggi e configurazione reale.
Quando viene ritirata la UNI 11578?
La UNI 11578:2015 è destinata a essere ritirata al termine del periodo di coesistenza con la UNI EN 17235. Questo significa che, per le nuove linee vita permanenti, il riferimento tecnico da considerare diventa progressivamente la norma europea. Per i sistemi già installati, invece, non si parla di sostituzione automatica ma di corretta gestione, manutenzione, ispezione e disponibilità della documentazione tecnica.
Cosa cambia tra UNI 11578 e UNI EN 17235?
La differenza principale è l’approccio. La UNI 11578 era centrata soprattutto sul dispositivo di ancoraggio permanente, mentre la UNI EN 17235 valuta il kit di ancoraggio nel suo insieme. Questo significa che assumono maggiore importanza il supporto strutturale, il sistema di fissaggio, la configurazione di installazione e le condizioni reali di utilizzo.
Quali sono le nuove categorie di sistemi previste dalla EN 17235?
La EN 17235 distingue quattro principali famiglie di kit. I Kit A riguardano i punti di ancoraggio singoli, i Kit B i ganci di sicurezza, i Kit C le linee di ancoraggio flessibili e i Kit D le linee di ancoraggio rigide. Questa classificazione aiuta progettisti e committenti a individuare con maggiore precisione il sistema più adatto al tipo di copertura e all’uso previsto.
Perché i mock-up sono importanti?
I mock-up sono importanti perché consentono di valutare il comportamento del sistema in condizioni rappresentative della realtà. Per una linea vita installata su una copertura metallica, ad esempio, non basta sapere che il dispositivo è certificato. Occorre verificare su quale supporto è stato provato, con quali fissaggi e con quale configurazione. Questo permette di capire se il sistema è realmente compatibile con la copertura sulla quale verrà installato.
Come cambia la progettazione delle linee vita sui tetti in lamiera?
Sui tetti in lamiera la progettazione diventa più attenta alla struttura reale. Non è più sufficiente indicare genericamente una linea vita per lamiera grecata o per pannello sandwich. Occorre verificare lo spessore della lamiera, la geometria della grecatura, la sottostruttura, il passo degli arcarecci e la compatibilità del sistema di fissaggio. Questo riduce il rischio di installare un sistema formalmente corretto ma non adeguatamente dimostrato rispetto alla copertura reale.
La UNI EN 17235 riguarda anche i pannelli sandwich?
Sì, la UNI EN 17235 è particolarmente rilevante anche per i pannelli sandwich, perché queste coperture possono avere caratteristiche molto diverse tra loro. Spessori, materiali, isolamento interno, geometria e modalità di fissaggio possono modificare il comportamento del sistema di ancoraggio. Per questo motivo è importante verificare che la nuova linea vita sia compatibile con il pannello realmente presente sull’edificio.
Quali vantaggi offrono le nuove linee vita conformi alla EN 17235?
Le nuove linee vita conformi alla EN 17235 offrono maggiori garanzie tecniche perché vengono valutate come sistema completo e non solo come singolo dispositivo. Questo migliora la tracciabilità, la compatibilità con il supporto, la qualità della documentazione e la difendibilità delle scelte progettuali in caso di audit, manutenzioni, verifiche o contestazioni.







